Francesco Leale è stato sicuramente uno dei maggiori artefici del Carnevale Vercellese: appassionato di questa grande tradizione, Cecco ha ispirato il Carvè e ne ha influenzato l’evoluzione e lo stile.
Questo è evidente anche per chi, come me, non ha avuto la fortuna di conoscerlo... è evidente se si presta attenzione alle opere che ha dedicato al Carnevale, scomposto nei suoi diversi elementi, ed è evidente se si parla di lui con il suo grande amico Pinin Sandro.
Insieme a Pinin, Cecco condivideva molte delle iniziative carnevalesche del Cervetto, delle quali conosceva gli aspetti più intimi e caratteristici, quelli più esilaranti, che sono immortalati in numerosi suoi lavori che parlano di fagiolate, veglie, danze, maschere, elementi assai comuni della tradizione del Carvè, ma rappresentati in modo mai banale.
Racconta Pinin che Cecco, durante i loro abituali incontri, il più delle volte presso la sede de La Stampa, nei giorni che seguivano gli appuntamenti chiave quali la veglia, la fagiolata o le sfilate, era solito disegnare particolari di questi momenti di festa, ora ritraendo una coppia impegnata nelle danze, ora una elegante signora con in mano il “raminin” per i fagioli, oppure un gruppo di sfilanti, maschere costumi e via dicendo, per poi donare questi suoi lavori allo stesso Pinin, che ricorda come, il più delle volte Cecco si raccomandasse dicendo: <<... e tenlu da cünt!>>.
Oggi, proprio a Carnevale, è particolarmente significativo per noi cervettiani esporre queste opere che ci sono state dedicate da un grande amico del nostro Rione, del quale trasmettono ancora la partecipazione e la vicinanza.
La mostra "Carvè al Sarvët" si unisce a quella di Giacomo Givogre nell’ambito dell’inizaitiva “Due mostre per un Carnevale”: mi fa molto piacere proporre insieme questi due volti dell’arte bicciolana, diversi ma legati da reciproca stima, dal Cervetto pienamente condivisa.
Il Presidente
C. Bobbola
Carnevale 2005 al Cervetto. Vedi: