ANNO 2003: Nel mezzo del cammin di nostra vita... attenti al lupo!

ANNO 2003:
Un meraviglioso carro allegorico dalle dimensioni imponenti, relaizzato con particolare cura nell'allestimento delle figure in cartapesta, nel soggetto e nella colorazione, ha permesso al Cervetto di classificarsi ancora una volta Campione del Carnevale di Vercelli. Di seguito immagini del carro e della vittoria e di seguito il tema del carro stesso, dal titolo Nel mezzo del cammin di nostra vita... attenti al lupo!.


La postazione per la gestione degli effetti e della cam-live, all'interno della cabina del carroLa Web-cam che ha inviato le immagini live del Carnevale su internet
La postazione per la gestione degli effetti e della cam-live,
all'interno della cabina del carro
La Web-cam che ha inviato le immagini live del Carnevale su internet

Il tema del carro: Nel mezzo del cammin di nostra vita... attenti al lupo!

La delicata situazione che la Società umana sta attraversando si presta ad un parallelo con il Canto con cui si apre l’Inferno Dantesco e l’intera Divina Commedia, poema chiave della nostra letteratura, con cui Dante simboleggia, nel suo avventuroso viaggio nell’oltremondo, l’itinerario che egli ritiene l’Umanità debba percorrere dopo essersi smarrita nella violenza, nella guerra, nel male. I nostri giorni non sono quelli del medioevo fiorentino che ispirò Dante, ma se si osserva tra le righe della nostra civiltà, si possono trovare sintomi di quel turbamento che il Poeta ravvisava: segni di crudeltà e violenza incupiscono il quotidiano, che metaforicamente si avvicina alla selva oscura, luogo di smarrimento e tenebra, dove Dante si trova “nel mezzo del cammin” di sua vita, ovvero ad una età in cui per l’uomo medievale veniva il momento di fare una sorta di bilancio esistenziale, proprio come sarebbe forse opportuno, oggi come nel ‘300, un bilancio della situazione dell’intera nostra Società. Dante incontra nella selva tre fiere, tra cui una lupa, in cui riconosce il simbolo del più grave dei peccati dell’umanità, la cupidigia, sete smodata di potere e denaro, causa di guerre e crudeltà. Nel suo viaggio assistito dalla Grazia, Dante simboleggia la fuga dal peccato che la lupa e le altre fiere incarnano. Tornando all’attualità e focalizzando meglio, il paragone è tra lo scenario della Commedia e la situazione odierna che si rispecchia nella politica internazionale; e l’invito è a riflettere se tra le “fronde” di questa Società più “oscura” che in passato, non sia nascosta una nuova “lupa” (od un lupo…), assetata di potere e ricchezza, attorniata di presenze e servitori demoniaci, emanazioni del malvagio, il quale, affacciandosi dalla sua dimora infernale, tanti “lupi” ha già ispirato nella storia dell’Uomo, armando i loro arti di strumenti di strage, distruzione e povertà. Lasciamo a voi l’onere di individuare se e dove possa celarsi questa "fiera" del nuovo millennio portatrice di quel peccato che tanto spaventava l'uomo medievale timoroso di Dio; ma un dubbio lo esprimiamo ancora: ... che sotto le insospettabili sembianze di difensore della Pace si nasconda il condottiero di una grande e quanto mai ambiziosa nazione?... Rappresentando allegoricamente questo scenario fantastico ispirato all’Inferno di Dante, il Comitato Rione Cervetto vuole ancora una volta provare a sdrammatizzare l’attualità, giocandoci ingenuamente, cogliendo però l’occasione per invogliare a rifletterci un po’ di più.


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